Il concetto della velocità


1. La velocità come predisposizione genetica

L’esperienza empirica ci insegna che alcune persone nascono più veloci di altre.
Fin da bambini, notavamo che certi compagni correvano più veloci di tutti.
Alle scuole medie, anche nel

braccio di ferro, vincevano non sempre i più forti, ma spesso i più

esplosivi e rapidi.
Certo, una persona che non nasce forte o veloce può migliorare con l’allenamento e superare chi è predisposto ma non si allena.
Tuttavia, qui parliamo di chi è

geneticamente veloce ed esplosivo.


2. Cos’è davvero “la velocità”?

Se chiediamo a un allenatore: “Che cos’è la velocità?”, risponderà che è una qualità del corpo, una

capacità di reagire e muoversi rapidamente.
Alla domanda “Dove si trova questa capacità?”, alcuni diranno

nei muscoli, altri

negli arti, altri ancora

nel sistema nervoso.


3. Il blocco del progresso nello sprint

Gli allenatori sanno che un velocista adulto, ad esempio a

25 anni, dopo alcuni anni di allenamento, spesso

non migliora più.
Ha già appreso la tecnica perfetta e acquisito consapevolezza professionale, ma arriva a un

vicolo cieco.
Alcuni credono che l’unica via sia l’uso di

anabolizzanti– ma di questo si parlerà più avanti.


4. Limiti e confini della velocità

Perché il progresso si ferma? Spesso si parla di

limiti umanie altre teorie filosofiche.
Ma se chiediamo “Dove sono questi limiti esattamente?”, le risposte diventano vaghe o incomprensibili.
Si finisce per camminare sul

terreno metafisicodella filosofia classica.
Eppure, già nel

1883 fu pubblicata “La dialettica della natura” e la scienza da allora ha fatto passi da gigante.


5. Spiegazione scientifica della velocità

Le moderne discipline – anatomia, fisiologia, biochimica, fisica molecolare – sono in grado di spiegare cosa sia realmente la velocità.
La velocità

è materiale, non spirituale o astratta.
Risiede nel

sistema nervoso centrale, che innerva i muscoli grazie ai

motoneuroni.
Più motoneuroni ha una persona dalla nascita, più

grossi sono gli assoni che conducono impulsi elettrici alle fibre muscolari a frequenze di

80–120 Hz, e più l’atleta sarà veloce e scattante.
La frequenza è

codificata nel DNA contenuto nel nucleo cellulare.
Quindi, la

velocità è una caratteristica morfologica e genetica.
I motoneuroni

non si possono allenare, e anzi tendono a morire nel corso della vita.
Possiamo solo

mantenere i collegamenti sinapticitra neuroni e muscoli.
Le cellule nervose

non si rigenerano, e i miti sulle

cellule staminali restano fantasie sfruttate per marketing.


6. Stagnazione e strategie sinaptiche

Quando l’atleta raggiunge il suo apice tecnico (usa quasi il

100% delle fibre muscolari) e mentale, si verifica una

stagnazione dei risultati.
Per superarla, si possono

rompere gli stereotipi tecnici, creando nuovi collegamenti sinaptici.
Alcuni metodi:

  • Sprinter: scatti su pista inclinata
  • Lancio del martello: allenamento con martelli più pesanti, poi più leggeri, e infine standard

7. Il ruolo della forza nello sviluppo della velocità

Un modo più efficace per migliorare è

allenare la capacità di esprimere forza, secondo i principi della dinamica.
Gli

steroidi anabolizzanti favoriscono la sintesi proteica nelle

miofibrille, e sono per questo efficaci tra gli sprinter.


8. Allenamento della forza per velocisti

Dopo i primi

4–5 anni dalla pubertà, velocisti e lanciatori devono concentrarsi principalmente sull’allenamento della

forza.
Esercizi di forza devono rispettare le caratteristiche dello

sforzo competitivo(10–25 sec):

  • Carichi tra 80–100% di 1RM
  • Muscoli coinvolti: glutei, femorali posteriori, polpacci, quadricipiti
  • Coinvolgimento anche di fibre lente, come dimostrato da studi russi (MFTI)

9. Esercizi consigliati

I più efficaci per uno sprinter sono:

  • Squat
  • Affondi
  • Squat bulgaro
  • Stacchi
  • Leg curl
  • Girata sul petto in semiaccosciata

Attenzione ai

femorali posteriori, soggetti a strappi.
Durante questo periodo,

evitare esercizi allo stadio per ridurre il rischio di

esaurimento endocrino e

sovrallenamento.


⚙️ 10. Fase pre-gara: resistenza muscolare

L’allenamento con pesi sviluppa

fibre glicolitiche.
Per mantenere la velocità su tutta la distanza, occorre

resistenza, quindi è necessario

arricchire i muscoli di mitocondri.

Ultime

6 settimane prima della gara:

  • Allenamento intervallato: scatti da 30 m con intensità 90–100%, recupero 2–3 min
  • Obiettivo: evitare l’acidificazione muscolare
  • Risultato: aumento mitocondri fino a 2 volte

Attenzione: allenamenti sopra la

soglia anaerobica producono

acido lattico.
Se spinti troppo oltre, gli

ioni H⁺possono distruggere mitocondri e intere cellule.


11. Fase post-gara e preparazione ciclica

Dopo la gara:

  • Tornare all’incremento della forza e massa muscolare
  • Poi lavorare per iperplasia mitocondriale per 6 settimane
    Questo approccio permette di continuare a migliorarsi fino ai 50 anni e oltre.

12. Sintesi finale

Il vecchio concetto di “sviluppo delle qualità del corpo fisico” è

superato.
L’oggetto da sviluppare sono le

strutture cellulari degli atleti:

  • Per migliorare forza e velocità di contrazione muscolare → iperplasia delle miofibrille
  • Per aumentare potenza e durata del lavoro muscolare → iperplasia dei mitocondri.